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Decreto del Fare

22 Luglio 2013

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21.6.2013 (Suppl. Ordinario n. 50) il Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 13 recante: “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, cosiddetto decreto del fare.

                       Di seguito, una sintesi delle principali disposizioni di diretto interesse.

 Fondo di garanzia- Rafforzamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (art.1) – Con l'obiettivo di migliorare l'efficacia degli interventi del Fondo di garanzia per le PMI, (legge 662/96), viene stabilito che con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, dovranno essere adottate entro 30 giorni specifiche disposizioni volte ad assicurare un più ampio accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese.

Le principali linee guida del nuovo decreto interministeriale saranno le seguenti:

         aggiornamento, in funzione del ciclo economico e dell'andamento del mercato finanziario e creditizio, dei criteri di valutazione delle imprese ai fini dell'accesso alla garanzia del Fondo;

         incremento, sull'intero territorio nazionale, della misura massima di copertura del Fondo fino all'80 per cento dell'importo del finanziamento, con riferimento alle "operazioni di anticipazione di credito, senza cessione dello stesso, verso imprese che vantano crediti nei confronti di PA" e alle "operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi";

         semplificazione di procedure e modalità di presentazione delle richieste attraverso un maggior ricorso a modalità telematiche di accesso e di gestione della garanzia;

         misure volte a garantire l'effettivo trasferimento dei vantaggi della garanzia pubblica alle piccole e medie imprese beneficiarie dell'intervento;

         limitazione della garanzia del Fondo alle operazioni finanziarie di nuova concessione ed erogazione, escludendo la possibilità di garantire operazioni finanziarie già deliberate dai soggetti finanziatori alla data di presentazione della richiesta di garanzia, salvo che le stesse non siano condizionate, nella loro esecutività, all'acquisizione della garanzia da parte del Fondo.

Viene eliminata la riserva del 30 per cento delle risorse del Fondo destinata agli interventi di controgaranzia a favore dei Confidi. Viene abrogata la disposizione che prevedeva che una quota non inferiore all'80% per cento delle disponibilità finanziarie del Fondo venisse riservata ad interventi non superiori a cinquecentomila euro d'importo massimo garantito per singola impresa.

 Finanziamenti per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese (art. 2) – Le PMI possono accedere a finanziamenti a tasso agevolato con contributo in conto interessi per l'acquisto, anche mediante operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo. I finanziamenti potranno essere concessi, entro il 31 dicembre 2016, a valere su un plafond di provvista di scopo costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti S.p.A. per un importo massimo di 2,5 miliardi di euro incrementabili, sulla base delle risorse disponibili o che si renderanno disponibili con successivi provvedimenti legislativi, fino al limite massimo di 5 miliardi di euro secondo gli esiti di un monitoraggio sull'andamento dei finanziamenti che verrà effettuato dalla Cassa depositi e prestiti e comunicato trimestralmente al Ministero dello sviluppo economico ed al Ministero dell'economia e delle finanze.

Potranno concedere i finanziamenti le banche che aderiranno ad una o più convenzioni che dovranno essere stipulate tra Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero dell'economia e delle finanze, Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A.

I finanziamenti avranno durata massima di 5 anni e potranno essere concessi  per un valore massimo complessivo non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa beneficiaria, anche frazionato in più iniziative di acquisto.

I finanziamenti potranno coprire fino al 100 per cento dei costi ammissibili. Tali costi ammissibili dovranno essere individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

Il contributo in conto interessi concesso del Ministero dello sviluppo economico verrà determinato in base alle misure massime ed ai criteri stabiliti dallo stesso decreto interministeriale. L'erogazione del contributo sarà effettuata in più quote determinate con il medesimo provvedimento.

La concessione dei finanziamenti potrà essere assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia per le PMI, nella misura massima dell'80 per cento dell'ammontare del finanziamento. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, dovranno essere disciplinate le priorità di accesso e le modalità semplificate di concessione della garanzia del Fondo sui finanziamenti.

 Offerta di connessioni internet e wifi al pubblico (art. 10) – E’ stata ribadita la possibilità di offrire liberamente connessioni internet e wifi al pubblico, se tali servizi non costituiscono l'attività commerciale prevalente dell'impresa. Viene infatti confermata la soppressione dell'obbligo di autorizzazione e di registrazione dei dati personali degli utenti Internet da parte dei gestori. E’ stato però specificato che sussiste per i gestori l'obbligo di garantire la tracciabilità del collegamento (indirizzo MAC). Viene quindi specificato che la registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all'identità dell'utilizzatore, non costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici (informativa e consenso).

Viene anche liberalizzato il mercato dei servizi di allacciamento dei terminali di TLC alla rete pubblica, consentendo quindi agli utenti di avvalersi di installatori presenti sul libero mercato, o di operare individualmente.

 Semplificazioni in materia di edilizia (art. 30) – Vengono introdotte una serie di modifiche al Testo unico in materia edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380), che entreranno in vigore dopo la conversione in legge del decreto.

In particolare:

         viene modificata la definizione di ristrutturazione edilizia con l'eliminazione del vincolo di rispetto della sagoma nei casi di demolizione e ricostruzione, mantenendo invece il rispetto della volumetria;

         per gli interventi di manutenzione straordinaria e le modifiche interne dei fabbricati adibiti ad esercizio d'impresa – ivi incluse le modifiche della destinazione d'uso dei locali – viene eliminato l'obbligo in capo al tecnico abilitato, che firma la relazione asseverata che deve essere allegata alla comunicazione d'inizio dei lavori, di dichiarare di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente;

         si prevede che la domanda del permesso di costruire relativo a un immobile sottoposto a vincoli ambientali, culturali, paesaggistici debba concludersi con un provvedimento espresso, anche in caso di diniego (attualmente c’è il "silenzio-rifiuto" non motivato, che rende difficile l’impugnativa della decisione);

         vengono apportate una serie di modifiche finalizzate a rendere più omogenea la disciplina sul permesso di costruire e quella sulla comunicazione di inizio lavori e SCIA;

         il certificato di agibilità potrà essere richiesto anche in caso di agibilità parziale, per singoli edifici, singole porzioni della costruzione ovvero per singole unità immobiliari, al ricorrere di determinate condizioni;

         qualora non sia stata presentata domanda di rilascio del certificato di agibilità con le modalità e nei termini prescritti dal medesimo art. 25, l'interessato può comunque presentare la dichiarazione del direttore dei lavori o di un professionista abilitato corredata dalla documentazione prescritta per la domanda di agibilità nonché dalla richiesta di accatastamento e dalla dichiarazione dell'impresa installatrice di conformità degli impianti alla normativa vigente. L'attuazione di tali disposizioni e i relativi controlli sono demandati alle regioni;

         in materia di parcheggi pertinenziali, si prevede la possibilità del trasferimento, oltre che della proprietà dei parcheggi, anche del solo vincolo di pertinenzialità, alle medesime condizioni stabilite per il trasferimento di proprietà;

         fatte salve le diverse discipline regionali, viene infine prevista la proroga di due anni per i termini di inizio e ultimazione dei lavori autorizzati con permesso di costruire, DIA o SCIA, previa comunicazione da parte del soggetto interessato.

 Disposizioni in materia di prevenzione incendi per le attività prima non soggette ai controlli antincendio (art. 38) - Gli enti e i privati responsabili delle attività che prima dell’emanazione del DPR 151/2011 non erano soggette ai controlli di prevenzione incendi (ad esempio, Residenze turistico alberghiere e Campeggi - All. I D.lgs.151/2011) potranno effettuare i prescritti adempimenti antincendi entro il 7 ottobre 2014. Gli stessi soggetti sono inoltre esentati dalla presentazione dell'istanza per l’esame del progetto (art. 3 del d.lgs.151/11) qualora siano già in possesso di atti abilitativi riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio. Le disposizioni non sono applicabili agli alberghi, già soggetti ai controlli prima del DPR 151/2011, e per i quali sussiste una specifica disciplina (DM 9.4.1994, e successive disposizioni)

Modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti (art. 50) – Viene abrogata la solidarietà tributaria tra appaltatore e subappaltatore (nonché la sanzione per il committente) in caso di mancati versamenti IVA da parte degli imprenditori che sottoscrivono, in qualità di esecutori, contratti di appalto o di subappalto di opere e servizi. Rimane ferma la responsabilità solidale dell’appaltatore con il subappaltatore con riferimento al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del contratto di subappalto.